Il Terremoto di Vania

Di Vinicio Marchioni
M

Fondazione Archeologia Arborea

Per due anni Vinicio Marchioni ha effettuato le riprese dello spettacolo Uno zio Vanja tratto dalla pièce di Anton Cechov, adattandolo per la rappresentazione nella provincia italiana distrutta dai recenti terremoti. Il suo intento era “portare in scena le macerie” proprio “davanti a chi il terremoto l’ha subìto davvero”, senza sapere quale sarebbe stata la reazione, né a che cosa esattamente sarebbe servito.
Ma Il terremoto di Vanja è molto di più di del resoconto di una tournée: è una riflessione sul dialogo che si è instaurato tra un autore contemporaneo e un maestro della tradizione, frutto di infinite letture (su edizioni economiche consumate dall’uso) dei racconti, dei testi teatrali, delle lettere dello scrittore russo, i cui brani nel film sono recitati dalla voce di Toni Servillo.

Marchioni è regista e coautore di soggetto e sceneggiatura, insieme alla sua compagna di vita e d’arte Milena Mancini, a Igor Artibani e Pepsy Romanoff. L’adattamento del testo originale è di Letizia Russo, che nel film illustra le sfumature di significato dello Zio Vanja cechoviano; la fotografia di Pepsy Romanoff ed Emanuele Cerri, come il montaggio di Ruggero Longoni, illustrano e intessono una narrazione fatta di riprese di scena e di backstage, ma anche di sopralluoghi nelle zone terremotate e nella Russia di Checov, di interviste – al docente di letteratura russa Fausto Malcovati, ai registi Gabriele Salvatores e Andrej Konchalovskij, autore del memorabile Zio Vanja del 1970 – e di racconti accorati delle vittime del terremoto. La commozione arriva, ma non è mai manipolata, mai “a favore di camera”.

Except e Simone Isola e Anton Produzioni

Produzione

Vinicio Marchioni

Regia

Pepsy Romanoff e Emanuele Cerri

D.o.P.

Ruggero Longoni

Montaggio

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